giovedì, 26 ottobre 2006, ore
18:25
Buon compleanno
Un'altra giornata finita...
che stanchezza!...
Sento uno strano formicolio...
forse è meglio andare a dormire...
Sai, guardando fuori dalla finestra c'è una stanza
la luce è sempre accesa...
ma non si vede nessuno.
Il sabato guardano un film...
Guardare là in alto
mi ricorda sempre il formicolio di prima...
E se tu fossi là?...
Mi alzerei dal letto...
e aprirei le tende...
ti volterei la schiena...
e incrociando le braccia...
solleverei la maglia del pigiama...
per sfilarla dalla testa...
e lasciarla cadere col destro...
facendo due passi, o tre...
come se non lo stessi facendo apposta...
ma invece è così...
Guarderei a terra, sulla sinistra...
mentre appoggio le mani sui fianchi...
infilando i pollici nella cucitura dei pantaloni sulle anche...
per lasciarli cadere al suolo...
alzando la gamba destra...
per raccoglierli poi dal piede sinistro...
Forse dovrei smettere...
e non voltarmi di scatto...
per raccogliere la maglia che ho lasciato cadere prima...
e riporre il pigiama sulla sedia...
con una cura che solitamente non presto...
Vorrei, vorrei ma...
in realtà lo sto già facendo...
E dopo aver voltato di nuovo la schiena alla finestra...
mi giro di scatto con la testa: è aperta!
Lo sapevo già... ma controllo lo stesso che nessuno guardi...
So che non è corretto
ma non chiudo...
So che forse è sbagliato...
ma fortunatamente non vedo nessuno...
anche se in realtà mi piacerebbe che qualcuno guardasse...
Non dovrei provarci gusto, eppure è così...
E anche se non dovrei non importa...
tanto sono sola...
che stupida, mi sto pure sorridendo...
E, sempre schiena alla finestra...
mano sinistra sulla pancia...
inclino leggermente il collo dall'altro lato...
Con la mano libera mi accarezzo il collo...
Mi sento un po stupida...
ma mi piace...
Scende leggermente la mano e lo spallino cade...
Guardo la spalla...
e guardo indietro...
Sempre sola...
un altro sorriso...
Sarò malata, matta, strana?
Non mi importa... è bello sorridere...
Lascio la pancia...
e sollevo il braccio per annusarne la pelle...
mentre copro la faccia nell'incavo del gomito...
ma sbircio con un occhio:
non mi sto nascondendo...
solo schermando la vista...
E allungandolo un po' di più...
anche l'altro spallino parte...
e insieme a lui anche l'altro braccio...
e mi abbraccio un po'...
"Quanto mi manca un po' di calore umano"
penso...
dopo aver mandato un leggero sguardo verso l'altro...
le mani dalle braccia scivolano...
e prendo i lembi della canottiera...
e piano...
molto piano...
si sta sollevando...
anche lei...
La schiena ora brilla alla luce del lampione...
e la stoffa profuma tra le mie mani....
Non voglio togliere il naso da questo abbraccio...
quasi a non volermi scoprire...
La stringo ancora un po'...
vorrei liberarmene...
o forse no...
Di cosa ho paura?...
o di cosa vorrei non aver paura in realtà?...
o cosa vorrei?...
non so...
E' così strano sentire l'aria che da dietro
scivola tra i capelli...
scorre raffreddandola su tutta la schiena...
e fa venir un pizzico di pelle d'oca alle gambe...
mentre il tepore della stoffa
che ancora stringo
le fa da contrasto...
E' così bello...
Mi sento protetta...
vorrei tanto che quel calore venisse da qualcuno...
e non da un pezzo di stoffa che io stessa ho scaldato...
tenendola stretta al cuore...
quanto amore sprecato...
La finestra è sempre aperta...
non so se è coraggio...
o forse voglia di vivere...
o di che altro...
o il pensiero che forse non sono sola...
o il desiderio di non esserlo...
e che qualcuno mi voglia...
Allento un po' la presa...
le braccia si rilassano...
e i gomiti si abbassano...
Impugnandola solo con la sinistra...
senza mai spostare l'altro pugno dal cuore...
la stoffa scivola via dal seno...
sfiorandolo un poco...
dal freddo quasi rimane impigliato lo spallino...
La mano si allunga verso il basso...
e le dita si aprono...
Anche questa alla fine...
cade a terra, a fianco a me...
Non so di preciso se coprirmi...
in automatico la mano torna sul cuore...
e il braccio riprende la posizione pudica di prima...
Sento freddo...
non è solo la finestra...
forse la sensazione di uno sguardo dietro...
Piego la testa a nascondere il naso nella spalla...
un po' mi vergogno...
un po' mi sento indifesa...
un po' mi sento più sola...
ora che anche lei è andata...
La guardo...
guardo dietro...
guardo in alto...
verso la finestra del palazzo di fronte...
La luce è sempre là...
e la stanza è sempre vuota...
Un sospiro...
un po' malinconico...
un po' sognante...
...
Vado alla finestra...
sempre in questa forma pudica...
evidenziata dalle braccia...
che un po' mi proteggono...
o almeno ci provano...
Che fare?
Chiudere?
perché?
Un altro sospiro...
Una lacrima vorrebbe scendere ma...
si trattiene...
perché, mi chiedo...
non sorridevo fino a un attimo prima?
Riguardo la canottiera...
ancora a terra...
a lei almeno sorrido...
perché lei mi protegge.
Mi inchino a prenderla...
ha ancora qualcosa di caldo...
qualcosa di vivo...
La respiro ancora un po'...
e la stringo forte.
Il letto...
Le coperte sono ancora spostate,
come le avevo lasciate la mattina stessa...
Lei è ancora sul mio cuore a tenermi caldo...
un altro sospiro e...
scendo...
"chi se ne frega" penso.
E sempre con la stoffa...
tra il pollice e l'indice sinistro
sfilo anche l'ultimo pezzo
fino a toccarmi i piedi...
e raccolgo anche questo.
Ma dopo averlo portato fino in alto
con disprezzo quasi...
lo lascio cadere a lato...
incurante e insofferente...
per riprendere a coccolare l'altra.
Dopo un altro sospiro
alzo il ginocchio
e mi giro per infilarmi a letto...
Sto ancora un attimo seduta...
con il lenzuolo che mi copre fino a metà
e guardando fuori dalla finestra
penso...
Un'altra giornata finita... buonanotte
E stringendo sempre lei
mi corico...
e mi tiro il lenzuolo fino sopra
ripiegando in posizione fetale
e sperando abbracciandola
di svegliarmi essendo abbracciata...
magari stavolta da qualcuno che mi protegga
e sappia darmi calore
almeno quanto sappia far lei...
Eilune
martedì, 07 febbraio 2006, ore
20:39
Desiderio
-Federico Garcia Lorca
Solo il tuo cuore ardente
e niente più.
Il mio paradiso un campo
senza usignolo
né lire,
con un fiume discreto
e una fontanella.
Senza lo sprone del vento
sopra le fronde
né la stella che vuole
essere foglia.
Una grandissima luce
che fosse
lucciola
di un'altra,
in un campo di
sguardi viziosi.
Un riposo chiaro
e lì i nostri baci,
nèi sonori
dell'eco,
si aprirebbero molto lontano.
Il tuo cuore ardente,
niente più.
IreneSoloIo